Chiesa di San Giuseppe
La chiesa di San Giuseppe, ormai inesistente, fu costruita dalla famiglia Filangeri, verso il 1640, al centro del "casale ", primo nucleo del paese Villafrati. Dai registri di battesimo del tempo,conservati nell'archivio dell'attuale parrocchia, risulta che fin dall'anno 1671, la chiesa venne dedicata a San Giuseppe, da allora patrono del paese. Dagli stessi registri risulta che la prima bambina battezzata in detta chiesa fu Antonina Passantino nel 1640.
Oltre che a luogo di culto fu adibita anche a sepoltura, fino all'anno 1839. Dall'anno 1819 al 1839 i pochi morti che vi sono stati seppelliti furono i cadaveri di persone decedute a seguito di violenza umana o disgrazia. L'ultima sepoltura vi e' stata officiata il 12 dicembre 1836. Da allora non si hanno ulteriori notizie. Cessò di essere parrocchia l'anno 1767, quando fu inaugurata l'attuale parrocchia della S.S. Trinità.
Chiesa del S.S. Crocifisso
( ex chiesa di S. Antonio )
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La chiesa di S. Antonio fu costruita l'anno1745 da Vincenzo Filangeri Cottone, conte di San Marco nel quartiere "Causale" sulla trazzera regia che, dalla stazione saliva davanti l'attuale villa e l'attuale chiesa del Crocifisso. Dall'archivio parrocchiale si deduce che in questa chiesa venivano seppelliti i morti in alternativa alla chiesa di S. Giuseppe, coesistente nel quartiere "Casale". |
Seguì un periodo di silenzio fino all'anno 1822, infatti dal 1767 i morti cominciarono ad essere seppelliti nella nuova Chiesa Madre (S.S. Trinità). Dal 1822 fino all'anno 1875 si ricominciò a parlare della chiesa di S. Antonio, perché adibita a sepoltura. La chiesa di S . Antonio , poco stabile e venutasi a trovare sotto il livello della nuova strada , l'attuale Corso Vittorio Emanuele , quando fu chiusa la trazzera regia, venne abbattuta e riedificata l'anno 1878 , a spese del popolo villafratese, cambiando il titolo di S. Antonio e dedicandola al S.S.Crocifisso . Esiste ancora la statua di S. Antonio di cui si ignora lo scultore e la data di scultura .
IL 3 giugno del 1986 sono iniziati i lavori di ristrutturazione della chiesa del Crocifisso e facendo gli scavi necessari, per ovviare all'umidità devastante sotto il pavimento, si sono ritrovate le basi dei muri perimetrali ed intonaci di una chiesa preesistente( chiesa di S.Antonio).
Esse risultano più strette di 40 centimetri per lato e sono segnate da zoccoli di pilastri ornati trasversalmente da mattoni stagnati formanti disegni.
Scavando per più di un metro e mezzo si sono trovate tante tombe contenenti resti umani. Tali tombe sono da attribuire alla preesistente chiesa, in quanto sono a più di un metro e mezzo di profondità sotto uno strato di materiale di rifiuto, costituito da residui di muratura, i cosiddetti "issotti".
Dopo la ricostruzione la chiesa fu dedicata al S.S.Crocifisso secondo una leggenda che afferma che una statua del Crocifisso mentre veniva trasportata da Palermo a Castronovo su un carro trainato da buoi si fermò in mezzo alla fanghiglia e per un po' di tempo non potè essere estratta. La gente interpretò questo fatto come una chiara volontà del Crocifisso di fermarsi in quel posto e il barone vi fece costruire una chiesa.Questa leggenda era probabilmente funzionale a rassicurare i coloni riluttanti a prendere stabile dimora in un ambiente paludoso e malsano, quale era allora l'attuale quartiere "Casale".
Ancora oggi la statua del Crocifisso viene venerata nella chiesa omonima restaurata.
Da un recente restauro si è rilevato che la statua aveva subito quattro restauri.
Quando fu portata in paese, alla fine del settecento, era di gesso di un colore rosa-carne.
Con l'ultimo restauro si è scoperto che il gesso era solo una placca che nascondeva l'originale statua di legno. Da un livido procurato dalla corda che stringeva le caviglie, tipico dello stile spagnolo, di rappresentare il Crocifisso, il restauratore afferma che la statua è della seconda metà del XVII secolo.
La chiesa restaurata presenta all'interno un altare rivolto al popolo, in marmo e granito su colonne in marmo rosa del Portogallo , il pavimento e la zoccolatura in pietra di botticino e granito.Le pareti sono adornate da quattordici artistiche stazioni della Via Crucis, in fusione di bronzo, opera dello scultore Nino Alesco di Roma. L'altare è adornato da un artistico tabernacolo in metallo pregiato e smalti e coro da sei poltroncine in stile.
Queste tre opere sono state realizzate con le offerte spontaneamente date dai villafratesi.
Dentro il coro sono state poste su apposite basi la statua di S. Antonio a sinistra e quella della Madonna a destra. Quest'ultima è dello scultore Luigi Piazza ed è datata 1987.
Chiesa di San Marco (detta "Del Colleggio")
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Nell'anno 1803 il conte Bernardo Filingeri, prossimo alla morte, stabilì per testamento che parte del suo grande patrimonio dovesse servire per costruire a Villafrati un collegio di Maria con annessa una chiesa . Alla morte del conte Bernardo, curò l'adempimento della costruzione del collegio e della chiesa il figlio Giuseppe Antonio stanziando la somma di 1.500 once . |
La costruzione doveva ambientarsi in un giardino della estenzione di 2 tumoli di terreno, messo disposizione nella zona chiamata " isola di mezzo". Furono alzati i muri di cinta del giardinetto,costruita una loggetta e completate alcune fondazioni.
La costruzione fu sospesa quasi immediatamente, di fatti fino all'anno 1837 non solo i lavori erano ancora fermi, ma addirittura la famiglia Filangeri non aveva dato alcuna rata delle 120 once l'anno prescritte dal testamento del conte Bernardo.
L'erede Giuseppe Antonio, forse oberato da altri impegni di spesa o forse a causa dei numerosi ed alti incarichi ricoperti nel regno non potè dedicarsi ad assolvere i desideri del padre.
Vittoria Filingeri, unica erede di Giuseppe Antonio, vide morire nel colera del 1836-37 il padre, e il figlio e non volle adempiere agli obblighi testamentari del nonno Bernardo. Citata in giudizio dal sindaco di Villafrati e con i buoni uffici dell'arcivescovo di Palermo, Giovanni Battista Naselli, si arrivò ad un compromesso col quale la contessa Vittoria Lanza Filingeri, ridotta la spesa ( da 1500 once come da testamento a 700 once ) si impegnava a " costruire un collegio di Maria, con annessa una chiesa sulle basi già esistenti e con quelle comodità che ricercano gli stabilimenti di tale natura e di istituirvi un maestrato di educazione e di arti domestiche, onde migliorare la moralità delle famiglie e delle ragazze del paese".
L'anno 1859, sempre con i buoni uffici dell'arcivescovo di Palermo, fu dato l'incarico all'architetto Fiorelli di redigere ed approntare le piante e i progetti per la costruzione della chiesa e dell'annesso collegio di Maria.
Nell'anno 1865 iniziarono i lavori di costruzione della chiesa e del collegio di Maria. La prima pietra della chiesa infatti fu posta il 23 aprile 1865, dall'arciprete Mario Caltabellotta.
La costruzione subì diverse interruzioni per la mancanza di fondi necessari deprezzati dalla svalutazione.
Nel 1866 il comune di Villafrati, con una delibera del consiglio, si arroga il diritto di proprietà della costruzione mentre i locali venivano definiti, venivano occupati dal comune per la pubblica utilità.Tanto avallò, anche la prefettura di Palermo, con provvedimento del 10 luglio 1866, autorizzando il comune a "mettere a profitto" i locali, fino al compimento dell'opera.
IL 30 ottobre del 1867 la struttura muraria del collegio era quasi completata ma non quella della chiesa . La costruzione della chiesa ripresi i lavori , venne completata con una copertura interna con volte a botte e quella esterna con capriate, travatura e canali di terracotta . Successivamente , il parroco arciprete Mario Caltabellotta , insediò nel collegio di Maria le suore del Sacro Cuore del " Verbo Incarnato " . Le suore cominciarono la loro attività educativa e il comune dovette lasciare liberi quasi tutti i locali, tranne quelli adibiti a scuola comunale . Le suore dimorarono nel collegio fino all'anno 1968 quando, intervenuto il terremoto , rimasero inagibili la maggior parte dei locali .
Dopo l'anno 1960 il genio civile di Palermo , dietro pressione delle suore, intervenne brutalmente nella chiesa del collegio, che presentava delle lesioni alla volta . Su progetto dell'ingegnere Aragona venne abbattuta la copertura esterna e la volta a botte della chiesa e sul cornicione vecchio venne sistemato un solaio in cemento armato che ha deformato l'aspetto originario della chiesa .
La chiesa è a navata unica ed è adornata da un crocifisso posto al centro dell'abside, da un'ara in marmo poste al centro del presbiterio e da due statue poste ai lati dello stesso, raffiguranti una " il sacro cuore di Gesù " e l'altra " la Madonna ".
Nella sacrestia è conservata una statua raffigurante " Santa Lucia ". Le opere citate sono di recente fattura.
I locali del collegio abbandonati dalle suore , vennero più tardi espropriati dal comune per costruirvi la nuova scuola media statale.
Nei due tumoli di giardino del collegio furono costruiti : l'ufficio di collocamento, l'ambulatoria comunale, l'ufficio postale e accanto ad esso il garage per gli automezzi comunali.
L'esterno della chiesa è molto semplice e non presenta particolari artistici di rilievo.
BIBLIOGRAFIA:
Da documenti forniti dall'arciprete di Villafrati Antonino Pravatà. |