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Feste e Tradizioni Stmpa la pagina Stampa la pagina

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Le feste religiose che rientrano nelle tradizioni del paese di Villafrati si suddividono in primaverili ed estive . Le prime feste erano di natura propiziatoria di un buon raccolto e si festeggiavano esclusivamente con processioni e messe, poi che in una economia basata sulla produzione del grano , questo era il periodo in cui si erano esaurite le provviste di cereali. Tutte le feste popolari del paese hanno uno sfondo mistico, non occorre un grosso sforzo in fatti per affermare come sia una realtà insita nella natura umana quella di chiedere un sostegno materiale a Dio in cambio di un pegno spirituale .Le feste religiose villafratesi sono: la festa dell'Ascensione la festa di San Francesco di Paola, la festa del Sacramento, la festa della Santissima Trinità, la festa della Madonna Assunta, la festa di San Giuseppe e infine quella del Santissimo Crocifisso.

La festa dell'ASCENSIONE che ricadeva 40 giorni dopo la Pasqua che oltre ai festeggiamenti liturgici comprendeva anche un corteo di benedizione, durante il quale si benedicevano le "crucidde" ( piccole croci di canna ricoperte di cera)che si applicavano alle tribunelle poste nelle vie di uscita del paese. Qui i contadini del quartiere portavano gli animali che possedevano per farli benedire assieme ai campi.L' applicazione delle "crucidde"nelle "tribunelle" ( nicchie ricavate nei muri delle case che ospitavano un immagine sacra) è un ricordo lasciato dai gesuiti dopo visite fette nel paese;

La festa di SAN FRANCESCO DI PAOLA, propiziatore di piogge, che ricadeva nella prima domenica di aprile,festeggiata fino al dopo guerra;

La festa del SACRAMENTO che ricade la prima domenica di giugno . Le manifestazioni religiose durano otto giorni durante i quali si fanno pellegrinaggi vespertini in tutti i quartieri del paese . Durante la processione il parroco porta l'ostensorio con l'ostia consacrata sotto un baldacchino con ricami in oro, tenuto da quattro confratelli e da due " cugnunti" ( vicepresidenti della confraternita ) che procedono ai lati del baldacchino. Nelle strade attraversate dal pellegrinaggio alcune famiglie allestiscono altari provvisori, con coperte ricamate a mano, che ospitano al centro un icona del sacramento. La processione è preceduta dai confratelli, da un corteo di bambini vestiti da angioletti e da bambini che hanno fatto la Prima Comunione a maggio dello stesso anno.

Non esistono documenti sulla fondazione della confraternita del Sacramento, ma si è potuto rilevare che esisteva già nel 1865, data in cui fu posta la prima pietra del collegio di Maria e di essa facevano parte solo gli artigiani del paese.

La festa della S.S.TRINITA' ricade la seconda domenica di giugno. L'uso di celebrare questa festa risale al 1765, anno in cui fu ultimata la costruzione della chiesa madre dedicata alla S.S. Trinità e alla beata vergine immacolata.

La festa veniva solennizzata in pompa magna per volontà del conte S . Marco perché rappresentava Dio Padre Onnipotente, uno e trino, il simbolo più alto del potere. Nell'occasione si costruivano due baldacchini ( toselli) : in uno si collocava il quadro della Trinità, nell'altro quello dei sovrani. In occasione della festa, a mezzogiorno, si sparavano sempre mortaretti.Nel 1800 si tenne pure la corsa dei cavalli, che quasi certamente si svolse nell'attuale via Corsa Vecchia .

Dodici anni dopo, quando la nuova costituzione aveva già abolito la feudalità, la borghesia che subentrava al barone nel governo del comune si intestò la titolarità della festa della S.S. Trinità per celebrarla ancora più solennemente.

Durante la festa veniva portato in processione un anno il simulacro della Madonna e l'anno seguente il Sacramento fino al 1925. In quell'anno fu costruita una statua della S.S. Trinità in cartapesta che fu portata in processione sino agli anni '60, quando fu interdetta e bruciata.

Durante la festa si svolgeva la fiera in cui si vendevano manufatti per l' agricoltura e per il raccolto prossimo. Fino al 1970 la festa era finanziata dal comune e in parte da raccolte in natura. Da quell'anno cadde in disuso la celebrazione della festa per mancanza di fondi, anche se la fiera la seconda domenica di giugno si svolge ancora.

La festa della S.S. Trinità è l'ultima delle feste propiziatorie di buon raccolto.

La festa della MADONNA ASSUNTA viene celebrata il 15 agosto nella chiesa di Santa Maria in San Lorenzo hanno inizio le feste di ringraziamento più ricche di quelle primaverili, con manifestazioni anche profane, perché il raccolto recente permetteva di finanziarle.

L'uso di celebrare la festa della Madonna Assunta fu voluto dai De Stefano, baroni del feudo di San Lorenzo, che provenendo da Trapani , vollero così illustrare ai posteri la loro devozione alla Madonna di Trapani, raffigurata in un dipinto che gli stessi donarono alla chiesa, recentemente rubato.

La festa era preceduta da pellegrinaggi mattutini dal primo al quindici agosto al santuario della Madonna dove si celebrava la messa ; usanza che ancora oggi si protrae.

Il quindici agosto si svolgeva la messa e al termine nel terreno circostante si svolgevano vari giochi: "l'antinna" che consisteva nell'arrampicarsi su di un palo ricoperto di sapone, in cima al quale c'erano i premi ;"jocu di pignateddi"che consisteva nel bendare un giocatore per volta il quale, munito di bastone,doveva rompere una delle pentole appese * ad una fune posta orizzontalmente tra due pali . La fune veniva abbassata ed alzata per rendere più difficile colpire la pentola .Le pentole contenevano premi o spiacevoli sorprese come farina o segatura .

Alla fine dei giochi c'era la mangiata dei " mulina" (anguria) precedentemente fatte rinfrescare nella fontana vicina.

Circa quindici anni fa furono acquistati una statua della Madonna e un dipinto che sostituì l'originale rubato . Da allora il quindici agosto , nel primo pomeriggio, si svolge la processione che partendo dalla chiesa madre raggiunge il santuario dove viene celebrata la messa e si svolge il gioco dei " pignatelli", e ritorna alla chiesa madre.

La festa di SAN GIUSEPPE ricade l'ultima domenica di agosto, viene organizzata esclusivamente dai confratelli della congregazione di San Giuseppe . Detta congregazione fu fondata nei primi del novecento, ma si presume che la festa abbia origini più antiche : tenendo conto che la prima chiesa di Villafrati , oggi inesistente, fu dedicata a San Giuseppe, patrono del paese.

La festa viene ancora organizzata secondo le antiche tradizioni: la fiera del bestiame e degli attrezzi artigianali ,alberata ( sparo di petardi alle prime luci del giorno) giro dei tamburi e della banda musicale per le vie del paese, messa solenne che si conclude con lo sparo dei mortaretti lungo il corso San Marco.

La sera si svolge la processione durante la quale c'è la "vulata di l' ancili" che consiste nella recita da parte di due bambine di una poesia dedicata al santo. Le bambine vengono legate con due corde ( tenute da molte persone) e disposte su due balconi frontali. Fino a qualche decennio fa veniva portata in processione la statua di San Giuseppe posta in una nicchia della S.S. Trinità , ora la statua che si porta in processione è più piccola e quindi più facile da trasportare.

La sera il gruppo bandistico si esibisce in piazza ; la festa si conclude con fastosi giochi pirotecnici.

La festa del S.S. CROCIFISSO ricade la terza domenica di settembre, cioè la domenica successiva al 14 ° giorno dell' esaltazione della Santa Croce. Si suppone che i festeggiamenti in onore al S.S. Crocifisso abbiano avuto inizio intorno al 1780, quando la statua arrivò a Villafrati .

Notizie certe si hanno dal 1880, anno in cui fu fondata la congregazione.

Fino agli inizi degli anni sessanta la festa veniva organizzata esclusivamente dalla congregazione.

Successivamente da un presidente affiancato un vicepresidente, non necessariamente confratello della congregazione, scelti ogni anno fra 200 soci circa del comitato dei festeggiamenti.

Originariamente la festa aveva minore importanza rispetto le altre, oggi è la più sentita poiché i villafratesi gli attribuiscono diversi miracoli .

I festeggiamenti si protraggono per quattro giorni , a differenza delle altre che hanno una durata minore. La festa era finanziata da raccolte in natura, in seguito di denaro,contributi di emigrati e soldi per grazie ricevute. I festeggiamenti iniziano il venerdì e si concludono la domenica sera .

Ogni mattino di festa è caratterizzato dallo sparo dei petardi alle prime luci del giorno(alborata), dal giro dei tamburi e del gruppo bandistico per le vie del paese.

Domenica mattina c'è la fiera agricola, dove si acquistano attrezzi agricoli per l'inverno e si commercia il bestiame. I pomeriggi sono allietati da gruppi folkloristici, in particolare nel pomeriggio della domenica sfilano i cavalli riccamente bardati, con le bisaccie piene di caramelle , un tempo confetti, che vengono gettate ai presenti. I cavalieri tengono in mano la "torcia", composizione a forma ovale di fiori di carta con l'icona del crocifisso.

Anticamente la funzione della "bardatura" era quella di raccogliere il grano con cui pagare le spese della festa.

Il venerdì sera si svolge un pellegrinaggio per trasportare la statua del Crocifisso dall'omonima chiesa al duomo dove vi rimane per una settimana. Sabato sera si tiene in piazza uno spettacolo di musica leggera. La domenica sera si svolge la processione del S.S. Crocifisso che attraversa tutti i quartieri del paese.Molti fedeli partecipano al pellegrinaggio a piedi scalzi con in mano un cero acceso formando due file parallele che precedono il simulacro del Crocifisso, posto sulla pesante bara che viene portata a spalla da giovani devoti. Ai lati della bara vengono disposti monili d'oro donati per grazie ricevute.

La festa si conclude con un concerto di musica classica e giochi pirotecnici.

La domenica successiva si celebra la festa dell'" ottava" per portare il simulacro dal duomo alla chiesa del Crocifisso. Durante i giorni di festa le strade sono addobbate da ricchi archi luminosi, composti da piccole lampade di diverso colore, che danno al paese una piacevole aria di festa,conferita anche dalle bancarelle di giocattoli o di "calia" (ceci) e caldarroste.

La devozione dei villafratesi si manifesta anche durante l'anno con pellegrinaggi , anche a piedi scalzi, ogni venerdì sera alla chiesa del S.S. Crocifisso dove viene celebrata la messa.

La festa di San Giuseppe, celebrata il 19 marzo, aveva caratteristiche folkloristicamente interessanti.

Alla vigilia i ragazzi andavano in giro per il paese per la raccolta della legna: ogni famiglia dava delle fascine , che venivano portate in piazza dove si formava una catasta.La sera, fra l'allegria generale veniva dato fuoco alla catasta dando luogo alla cosi detta " luminaria" che durava a lungo .Sempre alla vigilia molte famiglie , per voto, preparavano grandi ceste di pane da distribuire, dopo che il sacerdote l'aveva benedetto , ai poveri, ma anche ai parenti e agli amici. Il pane con il suo sapore particolare un po' dolce , si continua a fare ancora , come allora , assume la forma degli antichi attrezzi artigianali del falegname . Oggi il pane si distribuisce anche in chiesa, dopo la celebrazione liturgica.

Il giorno della festa tre poveri, rappresentanti la Sacra Famiglia , Gesù Giuseppe e Maria, indossando vestiti di foggia antica, si recavano in chiesa, per ascoltare la messa. Giuseppe teneva con la mano sinistra la mano del bambino, mentre con la destra si appoggiava al tradizionale bastone fiorito.

Dopo la messa, seguiti dalla gente, i tre personaggi andavano presso una famiglia dove erano stati invitati a pranzo. Per essi era già pronta una grande tavola apparecchiata e un lauto pranzo, che si iniziava dopo la benedizione data dal sacerdote.

Oggi la cosi detta " tavolata" è caduta in disuso e un ' altra tradizione si è affermata : alcune famiglie per voto preparano " la pasta di San Giuseppe", che cucinano a mezzogiorno della festa in pentole giganti davanti la porta delle loro case. La pasta, di diversa forma, è condita con lenticchie, fave, piselli, fagioli , castagne secche, finocchi selvatici , broccoletti e abbondante olio d'oliva .

Tutti i paesani vi si recano con pentolini e scodelle per averne una porzione.

La festa offre alle famiglie un momento di comunione poiché è consuetudine riunirsi davanti alle ceste di pane o di pasta per recitare il rosario ed attendere il parroco per la benedizione.

Le congregazioni esistenti a Villafrati sono cinque: Sacramento , Maria S.S del Lume, Crocifisso San Giuseppe e quella di padre Pio ultima in ordine di tempo

Non si hanno notizie certe sulla costituzione delle prime due congregazioni, ma si può dedurre che esistessero già nel 1865, perché il documento che descrive la cerimonia della posa della prima pietra della chiesa di San Marco, attesta che erano presenti due congregazioni . Per esclusione, esse erano quella del Sacramento e di Maria S.S. del Lume, in quanto le altre furono costituite dopo .

Della congregazione del Sacramento facevano parte esclusivamente " i mastri muratura " , della congregazione di Maria S.S. del Lume facevano parte tutte le categorie di lavoratori meno abbienti .

Nel decennio 1880-90 si costituirono due nuove congregazioni.

Nel 1880 Salvatore Sannasardo fondò la congregazione del S.S. Crocifisso a cui aderirono circa 90 soci che erano esclusivamente contadini benestanti .

Nello stesso decennio gli operai e i contadini poveri costituirono la congregazione di San Giuseppe.

Ciascuna congregazione si diede i propri simboli (placche) che i fratelli portano durante le cerimonie religiose.

L'importanza sociale delle congregazioni è stata quella di rappresentare una valida occasione di incontro fra gli iscritti. Inoltre il confratello e la moglie avevano assicurato il loculo e il funerale. Ancora oggi le congregazioni garantiscono ai propri iscritti la sepoltura.

Il 12 aprile del 1937, per volontà del padre superiore Casimiro da Marsala, venne costituita la congregazione del Ter'Ordine Francescano.

La prima superiora fu Cuccia Crocifissa e le prime iscritte furono 24 sorelle.

Dalla data di fondazione si sono iscritte 178 sorelle e solo 5 fratelli . Oggi la congregazione conta 42 donne . Della congregazione fanno parte solo le sorelle che hanno diritto solo alle messe perpetue e le sorelle che partecipano a tutti i funerali che hanno diritto alla sepoltura. Questi diritti sono specificati all'atto d' iscrizione .

Il 25 settembre di ogni anno inizia la novena per San Francesco, durante la quale le sorelle indossano il saio. Il ottobre, dopo la solenne messa, si porta in processione il piccolo simulacro del Santo in casa di una sorella, dove vi rimane per un anno e dove, una volta la settimana, si recano i vicini di casa per pregare.

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