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Pillola verbale - la democrazia

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Pillola verbale - la democrazia

Messaggiodi Vitangelo Moscarda il Sab Mar 13, 2010 12:55 pm

Un “pezzo” di letteratura antica conserva sempre il suo fascino, ed è molto suggestivo confrontarla con i tempi attuali, ma non altrettanto “convincente” è il suo effetto, o per meglio dire, l’effetto della sua applicazione ai giorni nostri. Con tutto l’amore che ho per i classici, in casi del genere, questo amore, non si traduce in assenza di “criticità”.
Tutte le idee hanno la loro importanza se rapportate al loro tempo (storicità). La Democrazia di Pericle, il patriottismo di Garibaldi e Mazzini, le “fissazioni” di Freud, l’antifascismo dei Padri Costituenti, ecc., hanno avuto un senso in relazione al tempo in cui si sono sviluppate e “accese”. Ma non per questo si debbano ritenere valide allo stesso modo, l’idea dei Padani e le “nostalgie” che risorgono a varie latitudini e in vari momenti: sono “espressioni” stupide, anacronistiche e deleterie. Come paradossalmente e per questa “funzionalità storica”, sarebbe molto più significativo e “salutare” uno schiaffo ai nostri “irrecuperabili” figli, di quanto non lo fosse al tempo dei nostri padri; come la bistrattata “follia” sessuale di Freud, se ci guardiamo dieci minuti di TV, sembra avere maggior riscontro e motivazione oggi, di quanto non ne avesse ai suoi giorni.
Ma se tutto questo esiste, lo dobbiamo proprio a quell’antica idea di democrazia: l’anti-democrazia è il suo primo e meglio custodito prodotto! Una democrazia, quella ateniese, che si rivolgeva, e non è un fatto trascurabile, a una città (paragonabile all’odierna Siracusa) di un mondo ancora molto piccolo; una democrazia che ammetteva l'imperialismo, escludeva le donne, gli stranieri e gli schiavi (esistevano gli schiavi ed era un diritto tutelato possederli!), e che fra l’altro resisteva anche grazie a vari e puntuali interventi della “spregiudicata” Sparta (un po’ come la “condizione pacifica” dell’Occidente durante la minaccia Sovietica). E mentre tutto si evolveva, perfino le guerre e le dittature, con tutto ciò che minaccia da sempre la democrazia, la democrazia è rimasta immobile e immobilizzata, con i suoi pregi e difetti, incapace di fronteggiare i nuovi modelli di “minaccia”.
L’errore più grande è stato quello di ritenere la democrazia un “monolite” al quale guardare con riverenza e senza l’ombra di una critica. E se siamo a questo punto, se abbiamo queste maggioranze e queste opposizioni, internet e blog incontrollati, il Grande Fratello e l’Isola dei Famosi, gossip e arene politico-giornalistiche, lo dobbiamo a questa democrazia inadeguata, nel bene e nel male, che non è cresciuta al passo con i tempi, come non lo è, in parte, la nostra Costituzione, i partiti del dopo “muro di Berlino”, rispetto ai problemi e alle nuove culture che si stanno affacciando sull’Occidente.
Si dice spesso della democrazia che non sia stata un’invenzione perfetta, ma che sia l’unica praticabile. Anche la prima bicicletta è stata una meravigliosa invenzione: ma se non avessero modificato il “rapporto” tra quelle due ruote “comiche”, si sarebbe rivelata una scemenza disastrosa! Per far funzionare le cose, non basta ingrandire o rimpicciolire in modo esponenziale i suoi “accessori”, bisogna renderli “funzionali” al compito da svolgere.
Quello a cui stiamo assistendo, per nostra fortuna e disgrazia di altri, non è (ancora) la fine della nostra amata “imperfetta” democrazia, colma delle stesse contraddizioni di quella ateniese: è solo la sua disfatta terminale, la peggiore conseguenza della sua inadeguatezza e mancata “preveggenza”. Ma se non si penserà a un diverso modello di regole che guardi alla storia, la sua sconfitta sarà inevitabile.
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Vitangelo Moscarda
 
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Re: Pillola verbale - la democrazia

Messaggiodi peppino il Mar Mar 16, 2010 4:30 pm

Innanzitutto bentornato.
Non voglio fare demagogia ma quello che scrivi mi stuzzica il cervello e le due dita con le quali Ti sto scrivendo.
Ti cito "..........una democrazia che ammetteva l'imperialismo." E gli USA cosa sono ?
Ti ri-cito: "....escludeva le donne". E in Italia ? Dove sono le donne ? A parte qualche ministra (che ci potevano risparmiare) non ne vedo molte in giro e non mi rispondere, Ti prego, come qualcuno ha detto in occasione dell'8 marzo che sono a piangersi addosso.
Ti ri-ri-cito: ".. gli stranieri e gli schiavi". Sei mai stato nel ragusano ? Lì, come in tutte le altre parti produttive d'Italia, accolgono lo straniero e lo pagano a 5 euro al giorno. Non occorre avere i ferri alle caviglie per essere schiavi. Hai mai visto i falò notturni riscaldare schiave del sesso ?
E' vero gli ideali, i fatti e gli avvenimenti hanno la loro storicità, ma mi sembra che quel nobile ideale di Pericle oggi ci manchi tanto e che sia più che mai importante considerarlo attuale.
Ciao dal demagogo
Giuseppe
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Re: Pillola verbale - la democrazia

Messaggiodi Vitangelo Moscarda il Mer Mar 17, 2010 11:05 am

Caro amico mio, forse non ho curato come dovevo qualche “sfumatura”, o non è emersa come avrei voluto, l’ironia “storica” che non è facile dare a vedere. Ma era proprio quello che tu hai evidenziato che io volevo “imputare” alle democrazie di oggi, imputandolo a Pericle: il fatto che la politica abbia continuato a fare democrazia con dentro l’imperialismo, gli schiavi e gli stranieri. Per questi “errori” di natura democratica non ho voluto e non voglio esaltare, di là dal valore letterario-storico, la democrazia ateniese per non esaltare quella di oggi. Il mio commento voleva essere un disappunto, richiamare l’attenzione sui difetti, piuttosto che illuminare la “demagogia” del politico Pericle, rappresentativo di tutti i politici che sfoggiano idee democratiche ammuffite da lungo tempo, mentre la realtà dei “bassifondi” è tutt’altra; quella che dici tu e che sappiamo.
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Vitangelo Moscarda
 
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Re: Pillola verbale - la democrazia

Messaggiodi peppino il Gio Mar 18, 2010 4:07 pm

Carissimo, avevo perfettamente compreso (del resto Ti spieghi più che bene) che il tuo intervento voleva essere un richiamo a tutte le storture. Diciamo che io le ho sottolineate.
Speriamo che alle prossime elezioni eviteremo quella che tu chiami "disfatta finale", dimenticandoci tutti quei condizionamenti (chi non ne ha alzi la mano) che abbiamo nel segreto dell'urna. Chissà come facevano ad Atene, "noi in Italia facciamo così". Lapsus "noi in Italia avremmo dovuto fare e dovremmo fare così".
A presto e grazie per i Tuoi puntuali e opportuni interventi.
Giuseppe
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