Tutto il complesso è sorto nella seconda metà del del settecento precisamente tra il 1750 e il 1760, con una funzione residenziale, economica e giurisdizionale per la famiglia Filalingeri. Il complesso riprende con semplificazioni evidenti, i modelli delle ville settecentesche della città di Palermo e borghesi, riflettendo le regole dello stile barocco. Il baglio, non era la vera residenza dei Conti, in quanto, la famiglia, possedeva una splendida villa a Santa Flavia, vicino a Bagheria, com'era d'uso nel 1700 tra le famiglie nobili.
L'aspetto circolare delle robuste mura di cinta del complesso, ancora oggi, evoca l'immagine di una fortezza inespugnabile. Anche la rusticità del blocco stereometrico concorre all'idea di un potere solido. L'ampia terrazza, si proietta sulla rettilinea strada maestra, che costituisce una sorta di spina dorsale dell'abitato.
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A dividere l'interno dall'esterno, è un grande e robusto portone di ferro, su cui trionfano tra due rami d'alloro una e corona imperiale, le iniziali del Conte Sammarco. Il portone è sorretto da due pilastri maestosi che annunciano la corte ovale. L'asse longitudinale, elemento di forza, delinea il carattere dell'abitato e si conclude nella nicchia, punto d'arrivo e luogo di culto. Sopra la nicchia, e la fontana, ad un livello più alto,si affaccia il terrazzo con il prospetto |
principale, su cui si aprono i locali di rappresentanza della villa. Tre aperture dividono la parete, e su quella centrale, è collocato lo stemma della famiglia.
Sul prospetto est della villa, si apre una seconda corte di forma semicircolare, che sfrutta l'andamento altimetrico del terreno. La corte, fa da piano alle due scale poste simmetriche rispetto all'asse trasversale del corpo di fabbrica, che fanno d'accesso al piano nobile, una di queste, quella più a nord, oggi è stata demolita.
Sul fronte est del palazzo, è annesso un caseggiato, che veniva adibito a stalle, un corpo di fabbrica lineare con direzionalità ortogonale al precedente, oggi sede della compagnia teatrale di Villafrati.
Una terza corte, chiusa e rettangolare, funge da giardino, al centro della quale, è ancora visibile un pozzo che un tempo doveva essere una fontana con zampillo. In esso si affacciano due porte con scalinate molto simili alle porte sulla corte semicircolare opposta. Su un terrapieno, a destra della corte principale, hanno inizio, una seria di costruzioni adibite a magazzini.
L'interno del palazzo, prima della ristrutturazione effettuata nel 1988, si trovava in uno stato di degrado avanzato, anche se sopravvivevano tracce delle decorazioni nelle volte, in parte affrescate, nelle porte e nelle pareti. La maggior parte di queste, erano originariamente ricoperte con stoffe di colore intonato con le volte e con i pavimenti, i mattoni di questi, erano verniciati a mano. Nelle sale vi erano affreschi le cui tematiche erano evidente ispirazione romantica.
Parte dell'arredo oggi si trova nel palazzo Mirto, in via Merlo, residenza palermitana dei Conti Filingeri.
L'amministrazione comunale di Villafrati ha acquisito il complesso del baglio, dopo lunghi anni di completo abbandono, al fine di procedere alla ristrutturazione e al restauro del complesso adibito ad uso pubblico.
Fonte: Biblioteca Comunale di Villafrati
Foto: Gianfranco Monastero |